L’associazione

Il White Cloud Studio – Napoli è una Associazione Polisportiva Dilettantistica che ha scelto di affiliarsi all’Associazione Italiana Cultura Sport

La scelta è motivata dal suo operato di Ente di Promozione Sportiva su tutto il territorio nazionale e dalla sua storia, di cui riportiamo integralmente il testo:

“La società industriale e quella postindustriale, grazie alle profonde trasformazioni che hanno accresciuto la produttività, hanno permesso di liberare quantità crescenti di tempo libero. L’appropriazione di questo tempo libero, o “tempo liberato”, è stata oggetto di un confronto tra forze sociali e politiche che hanno portato, negli ultimi 150 anni, a ridurre la durata annuale del lavoro da circa 4000 ore/anno verso la metà del XIX secolo alle odierne 1800 ore. Una posta in gioco che ha avuto come protagonisti diversi attori (datori di lavoro, lavoratori e le loro famiglie, le associazioni del tempo libero e lo Stato) e che è stata affrontata su diversi piani: da un lato la durata giornaliera del lavoro, il tempo di riposo settimanale, le vacanze pagate, l’età di pensionamento ma anche la delega dello Stato agli enti locali e alle altre strutture pubbliche e, dall’altro, con l’affermazione del tempo libero come momento di svago e di divertimento intesi come ricreazione dello spirito, distratto dalle preoccupazioni abituali e volto a creare piacere, benessere ed elevazione culturale dell’individuo, lo sviluppo delle libere associazioni democratiche e autonome del tempo libero.

La cosi detta “qualità della vita” è misurata dal grado di benessere della società, dalla gerarchia dei valori ai quali fa riferimento, dei servizi sociali di cui è dotata, tutti aspetti che determinano l’allocazione del denaro pubblico e privato per soddisfarne i bisogni.

Questo fenomeno sociale assume oggi diverse forme quali lo sport, le attività che avvantaggiano il contatto con la natura, quelle creative (manuali, artistiche o culturali), la scoperta del mondo (turismo sociale e di conoscenza). Tali esigenze trovano risposta sia attraverso solidi organismi, da tempo istituzionalizzati in forme pubbliche e private, ma anche in forme di aggregazione spontanee, piuttosto libere, nate dal semplice piacere di praticare lo svago (loisir) e spesso mosse da un sentimento sociale a difesa dei settori più deboli e marginali della società.

In questo quadro, un’associazione come l’AICS ritiene necessario, dopo quasi 50 anni di storia, avviare una rivisitazione della propria esperienza nella convinzione che narrare una storia, la “propria storia”, è un modo privilegiato attraverso cui le persone, le istituzioni, le società e le culture comunicano tra loro da un lato per affermare la loro specifica identità e dall’altro per negoziare uno spazio d’azione che tiene conto anche dell’esistenza di altre identità e dei loro spazi.

Raccontare la “propria” storia è anche un modo per “ri-costruirla” con gli occhi del presente, per dare un significato al passato e per progettare il futuro.

Spesso, ricordare narrando, contribuisce a costruire delle “mitologie” che si “colorano” attraverso le emozioni, quando ci sono, dei narratori.

Così, quelli “che c’erano” raccontano la straordinaria cavalcata di un pugno di socialisti volontari ed entusiasti che, come recita il sito dell’Aics, si sono associati diventando animatori, tecnici e dirigenti prima di circoli sportivi, cogliendo risultati organizzativi e agonistici notevoli, in campo nazionale e internazionale, e poi, nel corso degli anni, hanno esteso il loro raggio d’azione alle attività di tempo libero, culturali, solidaristiche, ambientali, turistiche, di formazione e infine hanno promosso strutture associative di promozione sociale e di volontariato.

Ancor oggi, attraverso il racconto dei tanti dirigenti di base, che hanno condiviso questo percorso, sentono dentro di loro e tra loro vibrazioni ed emozioni importanti che bisogna trasmettere a “quelli che non c’erano”, ma che oggi ci sono (e come ci sono!), se si vuole che l’A.I.C.S. abbia un futuro.

Si diceva “proiettare nel futuro la propria esistenza”, ma per far ciò sappiamo che dobbiamo guardaci intorno per cogliere, nel raccontare la “nostra storia”, il contesto storico nel quale questa si è svolta, riconoscere i protagonisti che insieme con noi hanno percorso questa esperienza nell’intento di raggiungere obiettivi comuni, magari in forme diverse, e i protagonisti che hanno contrastato il nostro impegno.

Per questo vogliamo dare un segno concreto che dovrebbe impegnare l’attività culturale dell’Associazione nel prossimo futuro.”